Family wine: Famiglia Gandolfi. Azienda Agricola Gandolfi.

Ulfus, il vino dall’antico Negretto

4 Maggio 2020

Uno dei fenomeni più interessanti che ha caratterizzato il mondo del vino negli ultimi anni è la riscoperta dei vitigni autoctoni, ovvero di quelle varietà che – per bassa resa, difficoltà produttive o altro ancora – erano state abbandonate, spesso a favore di varietà internazionali.
È un po’ come leggere la parabola della famiglia Gandolfi, gestita oggi dai fratelli Marco e Andrea a Dozza, sulle prime alture alle spalle di Imola. “Ancora ai tempi di nostro nonno le piante di Pignoletto si avvinghiavano intorno agli aceri e agli olmi. Si faceva un vino di scarsa gradazione e vigoria. Anche per questo veniva poco coltivato. Ma vent’anni fa, quando la terza generazione ha preso in mano le redini dell’azienda, abbiamo piantato il Pignoletto a quote più basse. Qui l’irrigazione delle vigne è indispensabile, realizzata grazie a un generatore di energia elettrica a pannelli fotovoltaici”. Da allora l’esperienza e la nuova energia ha permesso a Marco e Andrea di produrre un vino frizzante di Pignoletto, floreale e dai ricordi di gelsomino e camomilla, ideale per accompagnare una merenda a base di Mortadella di Bologna IGP. Con uve Pignoletto, Marco e Andrea Gandolfi, ottengono anche un ben più impegnativo metodo classico, che rimane per almeno 50 mesi a riposare sui lieviti. Lo spirito scherzoso e burlone dei due fratelli ha dettato loro per questo vino il nome Mouvet Sandròn, che in parlata locale si tradurrebbe con “Muoviti Sandrone”, una persona svogliata e indolente, ma che suona come una famosa etichetta francese. Le note fruttate di pesca e ananas si completano in una venatura amarognola finale, perfetto abbinamento con lo Squacquerone DOP, un formaggio fresco più liquido della ricotta, più lieve dello stracchino, scivoloso, saporoso, spalmato a cucchiaiate sulle streghette, il sostituto del pane in tutto il circondario di Imola, un quadratino croccante, simile al cracker. I due fratelli, innamorati delle tradizioni del proprio territorio, hanno però fatto il bis. All’inizio degli anni Novanta si sono fatti protagonisti del salvataggio di un altro vitigno. Recuperando una porzione di bosco per dedicarla a vigneto hanno identificato alcuni antichi ceppi di Negretto, “un vitigno dalla buccia spessa e con i vinaccioli sempre acerbi. Con il passare degli anni abbiamo come riaddomesticato le piante e il Negretto è entrato a far parte delle nostre etichette”, spiega Marco. Dall’arca dei Gandolfi esce Ulfus, un vino di colore rosso rubino, che si distingue per il sapore secco e poderoso e migliora grazie a un invecchiamento di quattro o cinque anni, ammansendosi. “Lo abbiamo provato sulle paste asciutte condite con ragù di carne e sui secondi a base di selvaggina da piuma. È con questi piatti che la nostra famiglia lo consuma”. Consiglio accolto…

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