Family wine: Matteo Frollani. Azienda Agricola Imperiale.

Lo scapestrato, un modo unico di fare vino

4 Maggio 2020

Nell’entroterra della meravigliosa Costa degli Etruschi in Toscana e a meno di 10 chilometri dal mare, sorge il bellissimo borgo di Bolgheri, villaggio in cui si respira un’energia ricca di particolare mistero. Il paese è dominato da un castello in mattoni rossi così elegante e perfetto che vanta i profili di un vero e proprio maniero fiabesco. Ed è al di là di questa struttura che si sviluppa il centro cittadino, con caratteristiche case in pietra e mattoni, botteghe ricche di prodotti enogastronomici, ristorantini ed enoteche assolutamente interessanti. Questo territorio, infatti, vanta delle campagne da cui prendono vita vini di qualità estremamente pregiata. Ed è proprio qui che l’Azienda Agricola Imperiale  ha deciso di creare prodotti di ottimo gusto e proprietà.
Una realtà che si basa su solide fondamenta gettate da generazioni di contadini della famiglia di Matteo Frollani e così chiamata proprio per indicare la magnificenza unica del territorio.

Matteo ha deciso di dare un’impronta completamente nuova, e per alcuni tratti anche rischiosa, alla sua azienda. Lo ha fatto scegliendo metodi e prodotti innovativi spaziando in vari campi e scommettendo in elementi giudicati da molti senza fondo. Con molta energia e caparbietà ha deciso di impegnarsi per portare avanti i suoi ideali di salubrità e rispetto e facendoli emergere nella ricercatezza dei suoi prodotti. Per quanto riguarda i vini, invece, la scelta è stata quella di mantenersi su un cammino tradizionale pur puntando a caratteristiche di impianto francese e difficilmente riproducibili in quanto non tipiche del territorio toscano. I vigneti da cui nascono queste bevande gustose sono stati piantati da Enio Frollani, uno dei primi a credere nelle potenzialità della zona del bolgherese, tanto da diventare prima consigliere e poi socio fondatore della DOC Bolgheri. Il terreno utilizzato è di tipo franco-argilloso e contente ghiaia e scheletro, una miscela ricca di energia e che insieme alle accurate lavorazioni contribuisce a rendere i vini unici nel loro genere. Lo “Scapestrato”, per esempio, è un vino che rispecchia a pieno regime la parte più libera e indomata di Matteo Frollani. L’idea di donare questo nome alla bottiglia è emersa dalla voglia di trasmettere al vino una parte di colui che lo ha creato, quasi come se fosse una vera e propria immagine dello stesso. Un vino che viene affinato per circa 5 mesi di barriques di 2° e 3° passaggio in tini di acciaio e cemento. Anche la fermentazione avviene in tini d’acciaio a temperatura controllata, con una macerazione che si protrae per 10/15 giorni per il Petit Verdot, e15 giorni per Cabernet Sauvignon e Merlot. Questo prodotto elegante e raffinato arriva al consumatore con un colore rosso rubino, un profumo lungo e persistente e un sapore piacevole ed equilibrato.

Tanta energia è stata messa anche per il vino denominato “Imperfetto”. Il primo DOC Bolgheri dell’azienda ed estratto da un vigneto piantato nel 2003. Il pittoresco nome sorge dal fatto che, quando è stato ideato, chiunque venisse a conoscenza di questo progetto lo giudicava imperfetto, proprio perché alle spalle aveva la “pretenziosa” idea di portare a termine un vino dalla finezza francese in una zona come questa. Per tale motivo Matteo ha deciso di puntare più in alto di quanto ci si potesse aspettare arrivando ad ottenere risultati assolutamente eccellenti. L’unica cosa realmente rimasta imperfetta oltre al nome, è l’etichetta.

Infatti, il vino presenta caratteristiche davvero pregiate e una longevità (circa 30 anni) non tipica del bulgherano. Un Cabernet Sauvignon che viene affinato in barriques di rovere francese per una durata di 12 mesi. E prima di essere commercializzato viene ulteriormente affinato per 8 mesi in vetro. Anche in questo caso la fermentazione avviene in tini d’acciaio a temperatura controllata, con una macerazione che si protrae per 15/20 giorni e con combinazioni di rimontaggi e délestage. Il colore è rubino intenso, profondo e concentrato. Il profumo risulta nobile e complesso con sentori di spezie e frutti di bosco. In bocca, invece, dona grande equilibrio con tannini rotondi e gentili. Questa azienda, quindi, si adagia nel cuore di una vasta area ed è emblema della genuinità e dell’eccellenza. Un paesaggio dolce e sinuoso che si dirama sotto a un cielo che sembra dipinto ad acquerello. Senza dimenticare che davanti c’è il mare placido e cristallino e un’oasi del WWF da cui evapora acqua dolce che viene spinta all’interno di Bolgheri creando, di conseguenza, un microclima unico e puro. E il giovanissimo Matteo, dotato di talento, entusiasmo ed energia, ha fatto venire al mondo insieme ai nonni e all’aiuto del “babbo” un vigneto biologico di circa 7 ettari, con vigne ben tenute e ordinate. Il tutto tramite un allevamento a cordone speronato e le cui piante sono salvate grazie a dei microelementi che fungono da medicina omeopatica: dei batteri che entrando in contatto con la radice ne favoriscono lo sviluppo e le rendono più forti e resistenti ai funghi letali. Una realtà toscana, quella dell’Azienda Agricola Imperiale, che da anni porta avanti i principi della qualità e della salubrità, dando alla luce prodotti di qualità eccellenti, lavorati con passione ed energia, e proveniente di un territorio unico e dalle caratteristiche straordinarie. Uve abbracciate dal sole e protette e mitigate dalla brezza della costa e che risultano davvero peculiari. Non a caso nascono dei vini da cui sono perfettamente assaporabili le proprietà del territorio di Bolgheri, ma anche la raffinatezza dei sapori francesi. Tutto questo in modo estremamente salutare, con la massima cura per il gusto e l’ambiente e con l’amore e l’energia di chi conosce bene le caratteristiche della zona e adora profondamente questo antico lavoro, nonostante la giovane età.

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