TERRITORIO: Dozza

Dozza, città arcobaleno

4 Maggio 2020

Dozza è un museo all’aria aperta dove si intrecciano arte contemporanea e architettura medievale. Da maggio a settembre il calpestio sull’acciottolato si accompagna al respiro della brezza che s’insinua nei vicoli. Così Dozza si passeggia anche nei giorni più caldi d’estate, alla ricerca dei numerosi affreschi che impreziosiscono i muri degli edifici, le aie, gli angoli delle case.
La Biennale del Muro dipinto, nata negli anni Sessanta, le ha infatti donato un nuovo volto che si arricchisce e completa negli anni dispari.

È la grandiosa prospettiva dell’Arcobaleno di Alfonso Frasnedi a dare il benvenuto nel borgo. Poi ci si perde nei vicoli alla ricerca delle immaginarie parole di Two women chatting dell’artista polacco Kamil Targosz e dello sguardo ammiccante dell’Angelo di Dozza di Giuliana Bonazza, in apparenza come tele appese tra le finestre delle case.

Chi vuole immergersi nel passato ha a disposizione la Rocca Sforzesca. Dalle torri si può ammirare il paesaggio circostante dove le colline si rincorrono tra tonalità di verde e d’ambra. Nel castello merita una visita anche l’Enoteca regionale, una mostra permanente di vini emiliano-romagnoli, la più completa della regione, con 800 etichette di vini prodotti dagli oltre 200 produttori associati. Una pausa a base dei piatti tipici della zona, tagliatelle al ragù e costolette di castrato, si può fare all’Osteria di Dozza prima di concedersi una passeggiata rilassante lungo via Santa Anastasia, il belvedere del borgo.

Ai più giovani fa invece sempre una certa emozione visitare La Tana del Drago, il primo centro studi al mondo dedicato a John Ronald Tolkien, l’autore de Il Signore degli Anelli. Le opere del professore di Oxford servono da spunto per approfondire la letteratura e l’arte di genere fantastico, ma anche organizzare mostre e spettacoli a tema. Uno spunto interessante per concludere la giornata e mettere d’accordo tutta la famiglia può essere quello di immergersi nella natura incontaminata del Bosco della Frattona, un’area protetta testimonianza della vegetazione che occupava tutta la collina lungo la valle del torrente Correcchio. All’ombra di antichi castagni e ornielli, con un po’ di fortuna può capitare di scorgere un capriolo o un picchio verde, molto più facile avvistare scoiattoli e gruccioni. E rimanere rapiti ascoltandone i suoni al calar del sole.

Articoli simili